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F. Saverio Maiellaro grotte santa croce
Ins: 14/03/2014 - 09:37
Autore:
Tommaso Fontana

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F. Saverio Maiellaro grotte santa croce
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Descrizione:
Francesco Saverio Majellaro nacque a Conversano il 22 gennaio 1893, i suoi genitori furono Angelo, notaio, e Laura Lomele. Si trasferì a Bisceglie, anche per ragioni di lavoro, e ricoprì il ruolo di contabile presso l'Ufficio Imposte di Consumo del Comune di Bisceglie. La sua attività lavorativa era solo una piccola parte di quanto egli svolse con impegno e passione in vari settori dell’arte, della storia, dell’archeologia e della cultura. Si dedicò alla pittura e fu un discreto artista, si applicò all’archeologia con passione impareggiabile e fu autore di importanti scoperte sia nel suo paese natale che a Bisceglie. In questa città fu tra i primi a creare un organismo di promozione turistica quale la “Pro Loco”. Egli fu chiamato a sostituire il professor Giovanni Todisco, richiamato in servizio militare, dall’8 giugno 1943. La nomina pervenne dall’Ente Provinciale del Turismo che, al tempo, gestiva l’attività locale turistica con fiduciari qualificati del posto. Le sue attività furono caratterizzate da un impegno economico personale e privo di qualsiasi ritorno.
Francesco Saverio Majellaro iniziò, il 28 ottobre 1935, a ricercare, in contrada S. Croce, segni e tracce che potessero dare sostegno alla tradizione popolare relativa al martirio dei Santi Patroni che sarebbe stata riconducibile al 117 d.C. Questa attenzione ai luoghi lo portò alla scoperta di una straordinaria testimonianza preistorica quale è “la Grotta di santa Croce”. In effetti già in anni precedenti Francesco Saverio aveva iniziato delle fruttuose prospezioni in agro di Bisceglie e tutte le sue significative osservazioni e scoperte le riportò a uno studioso di grande fama europea quale il professor Luigi Cardini che raggiunse Bisceglie negli anni 1938 e 1939. Lo scienziato catalogò il materiale rinvenuto nella Grotta di Santa Croce e lo attribuì al Paleolitico Medio. La scoperta evidenziò l’importanza di questo patrimonio archeologico tra i più antichi della Puglia e di valore paragonabile a quanto rinvenuto in Calabria presso Scalea da Alberto Blanc. Il professor Cardini presentò il rinvenimento biscegliese alla 333sima sessione della Società Italiana di antropologia e Etnologia con parole significative: …omissis…“I risultati del sopralluogo effettuato alle grotte di S. Croce di Bisceglie, per incarico del Soprintendente alle Antichità di Bari, dr. Nello Tarchiani, hanno dimostrato di contenere un abbondante deposito in posto riferibile all'età pleistocenica con copiosi resti di fauna e di un'industria umana del Paleolitico medio”. “La grotta di Bisceglie che d'accordo con l'Isti¬tuto Italiano di Paleontologia Umana ho in programma di esplorare siste¬maticamente a stagione propizia, fornirà certamente dati di grande im-portanza per la conoscenza della media età della pietra nella Puglia, per la quale si avevano scarsi documenti”. Nel 1939 il Cardini espose, nella Mostra Preistorica dell'antica Messapia inaugurata a S. Cesarea Terme, e promossa dall'Ente Provinciale del Turi¬smo nel quadro della IV Estate Salentina, con la collaborazione dell'Isti¬tuto Italiano di Paleontologia Umana di Firenze e della Soprintendenza alle Antichità della Puglia, i primi reperti litici musteriani rinvenuti nella grotta Santa Croce dal Majellaro. Il materiale proveniva dall’ormai avviato museo biscegliese diretto dallo stesso Majellaro che ne era stato fondatore, inventore e curatore. Il professor Alberto Blanc presidente dell'Istituto Italiano di Paleontologia Umana di Firenze, il 21 ottobre 1939, fece giungere a Francesco Saverio un suo scritto: “In occasione della recente riunione a Pisa della Società Italiana per il pro¬gresso delle Scienze, sono stato ampiamente informato dal nostro Cardi¬ni dell'opera appassionata da voi svolta per le ricerche preistoriche nella regione di Bisceglie e della scoperta e diligente raccolta e conservazione dei materiali di cui, nelle piccole serie da voi inviate, ho potuto rilevare l'alto interesse scientifico. Nell'esprimere il mio vivo compiacimento per tutto ciò, desidero di rinnovarvi le raccomandazioni della più grande pru¬denza sia per la scrupolosa conservazione secondo le località di provenienza dei materiali sporadici che andate raccogliendo in superficie, sia nel sor¬vegliare che venga evitata qualunque manomissione del deposito attenen¬dovi alle istruzioni ricevute dal R. Soprintendente prof. Ciro Drago e dal Cardini. L'Istituto, in accordo con la R. Soprintendenza alle Antichità, terrà presente la grotta di Bisceglie nella formulazione dei suoi prossimi programmi di scavo ed io stesso farò con piacere una visita alla località in occasione di una mia andata in Puglia. Mi è intanto grata l'occasione di porgervi con i rallegramenti per quanto avete fatto fin qui con tanta attenta cura, i migliori saluti”. Questo importante riconoscimento si accompagnò all’impegno importante e costante messo in campo dal soprintendente Nello Tarchiani per la Grotta di Santa Croce. Questa competenza passò in seguito alla Soprintendenza di Taranto guidata dal professor Ciro Drago che in qualche circostanza fu meno attento alla stessa grotta biscegliese. Lo scoppio della II Guerra Mondiale non interruppe l’attività di scavo e ricerca di Francesco Saverio Majellaro. Egli trascorreva intere giornate nella Grotta e tornava a casa a notte inoltrata dopo aver percorso a piedi i sette Km di una strada disagevole e deserta. Lo studioso biscegliese venne a sapere, dopo qualche tempo, che tutto il plico relativo alle scoperte fatte a Bisceglie era stato riposto in un remoto cassetto e archiviato e, mosso da doloroso stupore, scrisse direttamente, nel settembre 1953, al Presidente della Repubblica. Egli riferiva: “Sotto forma di reclamo iniziai una relazione nella quale ebbi modo di chiamare in causa gli organi responsabili contro gli abusi e le ingiustizie che infine miravano soltanto a minare non la posizione di un privato cit¬tadino, ma danneggiare la valorizzazione delle nostre preziosità archeologiche e di conseguenza il patrimonio turistico che è la vita di una nazione”. La risposta si materializzò subito e il 23 ottobre del 1954 dall'Istituto Italiano di Paleontolo¬gia Umana, ritornarono a Bisceglie i professori Alberto C. Blanc, Luigi Cardini, C. Cortesi e dettero a Majellaro la notizia della ripresa degli scavi a Bisceglie con finanziamenti del Ministero della Pubblica Istruzione. Il professor Cardini si mise di impegno e fu coadiuvato dalla Soprintendenza Archeologica di Taranto, nuovo riferimento gerarchico, guidata dal dottor Nevio Degrassi. Ulteriori indagini furono, comunque, svolte da A.C. Blanc e dal Degrassi che aprirono quattro trincee dello spessore di tre metri nel fondo della Grotta di Santa Croce. Gli scavi ebbero luogo con la compartecipazione di Cardini, Cassoli, Majellaro. I reperti riesumati appartenevano al Paleolitico Medio con materiale appartenuto a resti di “Rhinoceros merchi”, “Equus caballus”, “Ursus spelaeus”, “Felis leo spelaea”. Un piccolo saggio rilevò a settanta cm di profondità manufatti di pietra, ossa di grandi mammiferi e altri resti nel piazzale antistante la grotta. Si trattava di elementi riferibili al Musteriano, del Paleolitico superio¬re, del Neolitico, Eneolitico, dell’età del Bronzo e del Ferro. Il 20 ottobre 1954 Saverio Majellaro ebbe un grande riconoscimento e fu nominato Membro dell'Istituto Italiano di Paleontologia Umana di Roma su proposta del professor Alberto Blanc, nella seduta del 28 marzo 1954. A partire dal maggio del 1955, con operai e maestranze fornite, questa volta, dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Umberto Paternostro, ripresero le attività di ricerca sotto la guida di Luigi Cardini, Francesco Saverio Majellaro e Pie¬ro Cassoli. Queste indagini venivano quasi ispirate dal Majellaro che soleva ripetere sin dal 24 febbraio 1941: “fossilem requirimus hominem”. Voleva ritrovare i resti umani di chi aveva prodotto i manufatti litici del Paleolitico medio. I ritrovamenti di resti di uomo di questa età sono eccezionali, ma, finalmente, al mattino del 25 giugno 1955 il professor Cardini annunciò con emozione: “l'uomo è saltato fuori, caro Majellaro”. Si trattava di un femore umano messo alla luce dal piccone da un deposito melmoso delle strato più antico della Grotta di Santa Croce. Apparteneva alla stessa epoca dei fossili di uomo ritrovati a Neanderthal. La scoperta fu molto importante e il direttore tecnico del¬l'Istituto di Paleontologia Umana di Roma, professor Alberto Carlo Blanc scrisse: “Caro Majellaro, il collega Cardini è stato invitato, in data 27 ago¬sto 1956, dal Comitato Internazionale per la celebrazione del centenario della scoperta della calotta di Neanderthal a tenere una comunicazione sul rinvenimento del femore di S. Croce. Così il nome della città di Bisceglie avrà una risonanza internazionale nel convegno scientifico che avrà luogo a Dùsseldorf”. Nell'agosto 1956 Majellaro espose al Sindaco di Bisceglie un proget¬to per l'istituzione di un “Comitato Organizzativo per la Valorizzazione del Patrimonio Artistico della Città di Bisceglie”. Francesco Saverio Majellaro, archeologo biscegliese, morì il 20 aprile 1957 per broncopolmonite contratta nel rigido inverno durante gli scavi a Santa Croce. Dopo la sua dipartita giunsero le attestazioni di stima di tanti illustri studiosi quali: “F. Samarelli, Luigi Cardini, P. Cassoli, Nello Tarchiani, on. Michele Troisi, Franco Anelli; barone G.A. Blanc, R. Battaglia, dr. Tornasela', Ugo Rellini, Nevio De¬grassi, A.C. Blanc, G. Mirigliano, M. Gortani, Kazimiera Alberti, Anto¬nio Radmilli”. Nel territorio di Bisceglie sono attribuibili a Francesco Saverio Majellaro le scoperte dei giacimenti preistorici: “Grotta S. Croce, Grotta del Finestrino, Grotta delle Due Crocette, ricoveri sotto roccia delle Cinque Querce, Gotta del Zembro, buca del Barone (ricerche di superficie), buca degli Staffa, Gotta dei Briganti, cave di Mastrodonato, la Testa, Albarosa (ricerche di superficie), Sagina, grotte paleocristiane: Enziteto, grotta presso casina Tortora. Majellaro scoprì, ne territorio di Conversano,dal 1938 al 1941: “Gotta di S. Giacinto, Gotta Macchialonga, Gotta Masseria del Monte, stazione all'aperto Monte S. Michele, Grotta della Gravina di Monsignore, segnalazione di reperti classici. Il Majellaro fondò fin dal 1937, come già riferito, il Museo Archeologico Comunale. Alla sua morte il figlio Angelo, su inventario redatto dal Cardini e Piero Cassoli, affidò la raccolta archeologica (n. 36 casse) al Museo di Taranto, in seguito questa venne trasferita dalla Soprintendenza Archeologica della Puglia al Museo Archeologico Provinciale di Bari, in attesa di essere con¬cessa in deposito temporaneo alla nuova sede del Museo di Bisceglie. Gli studi inediti del Majellaro sono custoditi dal nipote Francesco Saverio: il catalogo e l'inventario di tutti i reperti litici e ceramici della A conclusione affermò il Cardini: grotta S. Croce; un manoscritto sulla storia di Bisceglie Cristiana; la storia di Bisceglie dalla dominazione normanna al sec. XVIII (volumi. 2), uno studio sul diario di Monsignor Pompeo Sarnelli, studi e ricerche sulle famiglie nobili di Bisceglie (mss. Bufis e Posa). Tra i suoi scritti si legge il seguente testamento culturale: «Anno 1956, ...Se al peso degli anni non si fosse unita l'insufficienza di tempo, assorbi¬to per lo più da occupazioni per le necessità della vita, avrei potuto scri¬vere tutta la storia delle mie scoperte. Certo avrei scritto pagine d'oro soprattutto in merito alla stazione preistorica grotta S. Croce che, come si sa, ha dato il maggior frutto delle mie ricerche, tanto da renderla famosa, specialmente dopo gli ultimi ri¬trovamenti in conseguenza delle due campagne di scavo operate dal prof. Cardini, nel novembre 1954 e nel giugno 1955. Non potendo perciò assumermi tanto meritato compito, che dopo tutto richiederebbe una stesura abbastanza voluminosa di notizie, ho risolto di raccogliere tutti i documenti in mio possesso, dai quali si può desumere la vera storia delle scoperte e l'odissea della vita di S. Croce che ebbe inizio sin dal 1936, epoca della mia prima scoperta. Il mio carteggio è sempre una vera fonte di notizie utili per la compi¬lazione di un volume sulla preistoria biscegliese e voglio sperare che in avvenire ciò si faccia con profondo amore e passione, disinteressatamen¬te, da persona consapevole dell'importanza... Ho corredato il carteggio con un indice analitico delle varie materie e ciò può facilitare il compito a chi volesse consultarlo». Alla sua persona sono stati dedicati vari studi e tra questi alcuni da parte dello storico locale professor Luigi Palmiotti.
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sentiti ringraziamenti
Ins: 04/25/2018 - 18:12
Autore:
Lello MAJELLARO
Ciao sono il nipote del Majellaro e sono qui per ringraziare voi tutti per le belle parole che avete espresso su mio nonno.Egli infatti fece tutto per passione senza ottenere nulla in cambio.Grazie infinite dunque soprattutto al Dott.Fontana arrivederci Lello Majellaro
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